Antonio Della Guardia
Per un prossimo reale
31.10.2020 – 25.12.2020
Antonio Della Guardia
Per un prossimo reale
31.10.2020 – 25.12.2020
Per un prossimo reale, il lavoro video di Antonio Della Guardia realizzato per exscenario, apre una riflessione sul corpo e sulle sue pratiche variabili di funzionamento, concentrandosi in maniera duplice sul concetto di vedere. Da una parte, con approccio tutoriale, evidenzia un indirizzo analitico all’interno del quale sono elencati alcuni esercizi di rieducazione visiva riconosciuti come “metodo Bates” (insieme di tecniche teorizzate da William Horatio Bates nei primi anni del Novecento che avrebbero la capacità di curare i difetti della vista); dall’altra, invece, cerca di focalizzare la riflessione su un vedere critico che mira ad una riappropriazione dei sistemi percettivi definiti dall’artista come tecniche utili per evadere da un mondo paralizzato dai flussi economici dell’iperconnessione.
Gli occhi funzionano in base all’esperienza acquisita dal movimento del corpo nello spazio. Quest’ultimo, ora più che mai, è fortemente condizionato da limitazioni che influenzano negativamente la nostra percezione. Jonathan Crary, a proposito di questi limiti, ipotizza una vera e propria sospensione incalzata da una crisi dell’attenzione e incentivata dalla nuove tecnologie che favoriscono la sedentarietà e ostacolano sempre di più la relazione tra mente e corpo. Siamo in prossimità di un reale che non riusciamo più a codificare, spiega Antonio Della Guardia, invitandoci dunque a compiere un processo evasivo che pone l’attenzione sul sé come atto politico, volto a ribaltare un punto di vista inflazionato al fine di riconquistare un’attenzione perduta. L’insieme degli esercizi – tra i quali l’esplorazione della visione periferica, azione di sospensione della visione centrale, oppure il palming in grado di riportare a una concentrazione perduta – assumono per l’artista la stessa valenza di un manifesto. Nel momento in cui guadagnamo noi stessi mediante l’azione di questi processi, recuperiamo l’immaginazione scioperata e ci affranchiamo del continuo flusso di dati che ogni giorno riceviamo.
- può esservi coscienza soltanto dove c’è cambiamento
- può esservi cambiamento soltanto dove c’è movimento
- l’attenzione è essenzialmente un processo di distinzione
- il centro è immobilizzato
- ai margini i bagliori del pensiero
- immaginare per opporsi
- vedere per determinare
Per un prossimo reale si muove lungo un processo narrativo alchemico composto da figure organiche e inorganiche. Una strada costituita da forti assonanze dove le striature del marmo ci rimandano alle venature del bulbo oculare e alle linee della mano. L’organo tattile sta lì a ricordarci che la lettura del mondo non è mai solo appannaggio dell’occhio ma coinvolge fisicamente la relazione con l’esterno anche attraverso la percezione aptica. Gli esercizi che costituiscono le oscillazioni ampie sono rivolte verso l’indice delle estremità dell’arto, che ritorna iconograficamente nel lavoro In loco parentis (2017) di Antonio Della Guardia, ma che in questo caso si fa oggetto osservato e ci invita a recuperare quella attenzione perduta, a guardarci dentro, riabilitando con metodo terapeutico il vedere.