Antonio Della Guardia
Index
10.11.2018 – 26.12.2018
Antonio Della Guardia
Index
10.11.2018 – 26.12.2018
Index significa indice, rivelatore, indizio, ma è ugualmente chi rivela, chi indica. La ricerca artistica di Antonio Della Guardia (Salerno, 1990) assume questa funzione, ovvero quella di indicare, sottolineare, rivelare gli effetti degli agenti esterni che agiscono sul corpo individuale e sociale. Affronta tali tensioni deviando la percezione di alcuni elementi attraverso dei minimi spostamenti di senso e attivando nuove possibili prospettive che, con la sottigliezza di una sintesi visiva di forte impatto, affrontano alcune delle più urgenti e necessarie riflessioni politiche e sociali del contemporaneo. In loco parentis (2017) è una fotografia che ritrae una mano lavoratrice, una mano operaia, una mano segnata da un incidente sul lavoro, come a indicare con fermezza la sua presenza in un mostrarsi composto grazie al gesto ricostruito da una protesi bianca, realizzata con il supporto di una stampante 3D. La riproduzione artificiale dell’indice, non serve a ripristinare le capacità motorie della mano, ma serve piuttosto a riacquisire le proprietà semiotiche e dialogiche insite nel gesto dell’esporsi, dell’affermare la propria presenza, del chiedere parola. Il grembiule da lavoro ci rimanda all’immaginario legato alle scuole, alle fabbriche, agli ospedali, alle carceri, a quei centri di controllo da cui Foucault estrae le teorie filosofiche sul biopotere, ovvero sulla vita come oggetto del potere stesso. 5 euro (2014), è una stampa su una banconota originale. Minute figure antropomorfe in stato di attesa diventano la rappresentazione di una generazione – quella giovanile – che nelle società avanzata contemporanea fatica a emanciparsi dalla sua condizione sociale a causa del prolungamento di questa fase del ciclo di vita, probabilmente causato da elementi socio-politici ed economici che rallentano l’accesso al mondo del lavoro. Si accentua così un processo che traduce nel tempo gli effetti visibili del fallimento capitalista del quale possiamo decifrare come sintomi principali la precarietà, che induce assistenzialismo, che genera dipendenza. Untitled (general resistance syndrome), infine è un intervento murale che nasce nel 2017 a Caracas, in Venezuela, riproposto qui in forma site-specific. In questo lavoro Antonio Della Guardia utilizza la rappresentazione semplificata del diagramma per visualizzare e chiarificare la complessità di ciò che comunemente è definito come “stress”. Il termine, tradizionalmente utilizzato nel settore metallurgico, per indicare gli effetti che grandi pressioni determinano sui materiali, è stato successivamente adottato da Hans Selye per teorizzare le reazioni adattive di un organismo sottoposto a pressioni e influenze di fattori esterni. Indici e dati scientifici strutturano graficamente la cosiddetta “sindrome generale di adattamento” in tre differenti fasi, una prima di allarme, la seconda di resistenza e infine l’esaurimento, quando l’organismo non può mantenere più a lungo lo stato di resistenza. Ribaltando la curva del grafico nella fase di resistenza, l’intervento artistico si appropria del diagramma come dispositivo per dare forma ad uno slittamento che, dal corpo individuale, si trasferisce al corpo sociale in opposizione al sistema politico vigente. Queste sono le tre opere accuratamente selezionate per creare, attraverso i loro significati, una relazione con le tematiche alla base dell’indagine che studioconcreto si propone di esplorare in forma teorica e sperimentale. L’immaterialità, la precarietà, la performatività, la perdita del senso di comunità e la nascita di nuove pratiche individualiste segnano l’urgenza di strutturare nuovi approcci di riflessione attraverso i quali analizzare e ripensare il dialogo tra la sfera del pubblico e del privato.
Il public program della mostra ospiterà il 23 dicembre 2018 Photoworks and Photobooks, a cura di Tommaso Carbone.