Canzoniere Grecanico Salentino
Il Mito – Unconventional Archive
29.06.2025 – 17.08.2025
Canzoniere Grecanico Salentino
Il Mito – Unconventional Archive
29.06.2025 – 17.08.2025
Il Mito – Unconventional Archive
Melpignano, Palazzo Marchesale Castriota
29 giugno – 17 agosto 2025
La mostra Il Mito – Unconventional Archive si inserisce nel programma delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del Canzoniere Grecanico Salentino, con l’intento di esplorare, attraverso le voci dirette dei protagonisti, il significato e l’impatto di una delle esperienze più emblematiche nel campo delle ricerche e degli studi sull’oralità popolare. Attraverso una selezione articolata di documenti testuali, fotografici, audiovisivi e materiali d’archivio in gran parte inediti, la mostra intende restituire la complessità delle dinamiche di interazione tra dimensione locale e nazionale, offrendo una riflessione critica sui processi di trasformazione che hanno interessato — e continuano a interessare — il patrimonio immateriale legato alla musica di tradizione orale.
Fondato nel 1975, il Canzoniere Grecanico Salentino nasce in un periodo di intensa riscoperta delle culture popolari e subalterne, in cui il canto sociale assume un ruolo centrale come strumento politico, espressivo e identitario. In quegli anni, recuperare un canto, un ritmo o una lingua minoritaria rappresentava un atto di resistenza simbolica, per restituire dignità e voce a chi era stato escluso dalla narrazione ufficiale.
Dalle lotte culturali degli anni Settanta, passando per le ricerche e le sperimentazioni degli anni Ottanta, fino alle contaminazioni sonore degli anni Novanta e poi all’apertura verso la scena internazionale contemporanea, il percorso del Canzoniere Grecanico Salentino rappresenta un’esperienza paradigmatica di trasformazione viva del patrimonio popolare. Il gruppo ha saputo, nel tempo, coniugare trasmissione intergenerazionale e rinnovamento di linguaggi e pratiche espressive. Attraverso il dialogo con istituzioni, intellettuali e artisti di fama internazionale, ha costruito un racconto collettivo in cui la memoria si fa forma, gesto e visione culturale.
La mostra si articola lungo una linea temporale che restituisce la complessità dei processi culturali, intesi come sistemi interconnessi in continua trasformazione. Per affrontare questa commistione di piani e significati, è stata adottata una metodologia filologica capace di cogliere, da un lato, il respiro ritmico di un territorio — con le sue sedimentazioni storiche e culturali — e, dall’altro, l’asincronia che spesso si manifesta tra la rapidità dei processi produttivi e la più lenta, ma necessaria, rinegoziazione di simboli, linguaggi e appartenenze nei contesti contemporanei in continua evoluzione.
Unconventional Archive è un sottotitolo scelto con intenzione, per restituire fin da subito la natura peculiare del percorso intrapreso: un lavoro di ricerca che non si è limitato alla consultazione degli archivi documentali, ma che ha privilegiato una metodologia partecipativa e relazionale, fondata sull’ascolto e sulla raccolta di racconti individuali, memorie intime, incontri carichi di emozioni, gesti e vissuti. È da questa materia viva, fragile e potente al tempo stesso, che ha preso forma la narrazione, attraverso una metodologia che riconosce nella soggettività e nella sua capacità di farsi racconto uno strumento essenziale.
Questo archivio “non convenzionale” si configura dunque come un dispositivo di attivazione della memoria collettiva, capace di dare voce a esperienze non ancora del tutto formalizzate nei repertori ufficiali. Ricostruire questa storia ha significato attraversare un paesaggio umano denso e stratificato, in cui la narrazione individuale si apre a una dimensione plurale, trasformando il ricordo personale in spazio politico, in gesto condiviso. Una narrazione che, nel suo farsi, ci restituisce qualcosa di straordinario: la possibilità di commutare il singolare in plurale — l’Io in Noi: la memoria personale in patrimonio collettivo.
Oggi, a cinquant’anni dalla sua fondazione, il Canzoniere Grecanico Salentino si conferma come un archivio vivente, un soggetto culturale capace non solo di conservare, ma di rigenerare il patrimonio orale, rendendolo accessibile e significativo per il presente. Come una palma — profondamente radicata nella terra e insieme protesa verso l’alto —, l’esperienza del Canzoniere affonda le proprie origini nella memoria storica, ma si slancia verso il futuro, trasformando la disciplina tradizionale in un linguaggio aperto, plurale e profondamente contemporaneo.