Elaine Summers, Anna Halprin, Hendricus Th. Wijdeveld, Alvin Curran
Un dancing per ballare
18.05.2019 – 07.09.2019
Elaine Summers, Anna Halprin, Hendricus Th. Wijdeveld, Alvin Curran
Un dancing per ballare
18.05.2019 – 07.09.2019
Un dancing per ballare è frutto di una correlazione tra diverse realtà artistiche che abbiamo incontrato negli ultimi anni tra le campagne del Capo di Leuca e il centro di New York. Rinunciando alle stringenti griglie istituzionali, questi spazi a vocazione sperimentale, rimangono tutt’ora delle identità in grado di contribuire direttamente alla crescita di un immaginario quasi sempre connesso ai temi dell’abitare. Né musei pubblici, dunque, né fondazioni private ma case e abitazioni che hanno espanso il nostro immaginario attorno all’idea di domestico in quanto spazio politico. Siamo andati a scavare alla radice, in quelle esperienze a cavallo tra gli anni ‘50 e ‘70 che hanno in comune la capacità di decostruire le nozioni tradizionali della produzione artistica. Pioniere delle sperimentazioni interdisciplinari e del modello laboratoriale come strumento del processo collettivo di creazione, queste pratiche artistiche hanno incarnato un atteggiamento radicale nei confronti dell’architettura e del paesaggio, dimostrando una forte attenzione alla componente ambientale, sociale e di genere.
Judson Fragment (1964), film di Elaine Summers, raccoglie l’incredibile esperienza del Judson Dance Theatre di New York (1962 – 1964), un gruppo eterogeneo di danzatori e sperimentatori delle arti intermedilali, capace di creare un’economia del movimento radicalmente nuova. Con una critica sistemica alle gerarchie estetiche convenzionali, invertono l’immagine eterea del corpo del danzatore e introducono l’uso del “movimento ordinario” caratterizzato dai gesti comuni della vita di tutti i giorni. Interagiscono con oggetti banali e indossano abiti quotidiani, decostruiscono l’autorialità dell’artista a favore della creazione collettiva, utilizzano strategie compositive legate a minime istruzioni che permettono di favorire la spontaneità, l’interpretazione e l’improvvisazione. Alvin Curran applica alla ricerca sonora alcuni di questi principi per arrivare all’azzeramento consapevole dell’io artistico, all’utilizzo del corpo come strumento e alla composizione fondata sull’improvvisazione. Questi elementi, che si riproducono visivamente nei segni grafici dei suoi spartiti, creano uno spazio polifonico e liberano la consapevolezza dell’essere presente. Apartment 6 (1965), coreografia di Anna Halprin, si fonda proprio sulla consapevolezza del gesto che incalza il palcoscenico attraverso uno spaccato di vita reale in cui le azioni comuni legate al cucinare, alla lettura di un giornale o all’ascolto di una radio, diventano un’esortazione al ricongiungimento del gesto artistico a quello della vita quotidiana. Anna e il marito, l’architetto paesaggista Lawrence Halprin, svilupparono diverse forme di creatività collettiva. Condussero una serie di seminari chiamati “Esperimenti nell’ambiente” che riunivano ballerini, architetti e altri artisti, esplorando la creatività di gruppo in relazione alla consapevolezza dell’ambiente, sia rurale che urbano. Tali pratiche erano ispirate all’esperienza di Gropius, che nei suoi laboratori individuava una valida metodologia capace di innestare le diverse discipline artistiche. L’Académie Européenne Méditerranée, disegnata nei primi anni ‘30 sul modello del Bauhaus di Dessau da Hendricus Th. Wijdeveld insieme a Erich Mendelsohn e Amédée Ozenfant invece, resta un progetto incompiuto. Anche in questo caso, la scuola d’arte europea era caratterizzata da spazi dedicati alla vita comunitaria e da un programma di insegnamento multidisciplinare che comprendeva tutte le forme d’arte tra cui musica, video e danza. Hendricus Th. Wijdeveld ne realizzerà una alla sua portata, Elckerlyc a Lage Vuursche nei Paesi Bassi, ma continuerà a progettare per tutta la vita la sua accademia ideale, tra cui il tentativo utopico di portare questa esperienza nelle campagne salentine.
Un dancing per ballare è dunque un intreccio di opere, documentazioni fotografiche, spartiti e lettere manoscritte che intendono innestare il dialogo su ciò che ci riguarda da vicino e che, attraverso il public program, miriamo a esplorare nel tempo. L’insieme di incontri multidisciplinari avranno luogo non solo a studioconcreto, ma coinvolgeranno diversi spazi domestici che risultano emblematici per l’indagine. Da una parte Fondazione Lac O Le Mon, una casa dei primi del ‘900 ristrutturata su principi di sostenibilità energetica, che da oltre quattro anni ospita giovani artisti da tutto il mondo e attiva processi di vita comunitaria e laboratoriale. Dall’altra Spigolizzi, una masseria nel basso salento, un tempo dimora dell’artista scultore belga Norman Mommnes e della scrittrice inglese Patience Grey, i quali, alla fine degli anni ‘60, dopo un lungo girovagare scorgono nelle campagne di Salve un vecchio rudere nel quale rivedono un presupposto di sedentarietà. Qui riversano le attitudini e osservazioni e ne fanno un luogo di vita, inseriti perfettamente nel contesto sociale in cui si ritrovano, si interrogano sugli aspetti antropologici e umani del vivere il quotidiano, in stretto dialogo con la natura e con la produzione artistica, relazionandosi con il resto del mondo da un prospettiva diversa.
Un dancing per ballare è realizzato grazie a Artistic Estate of Elaine Summers, facilitato da Kinetic Awareness® Center, Inc. con un ringraziamento speciale a Jerome Robbins Dance Division at New York City Public Library for the Performing Arts; Archivio Anna Halprin; Archivio Rudy Perez; Archivio Spigolizzi; Nick Gray, Maggie Armstrong, Giorgia Gandolfini, Roberto Ciardo e Margherita Macrì.
Il public program della mostra ospiterà i contributi di Jimmie Durham & Maria Thereza Alves, Casa a Mare, Francesca Mariano, Sergio Solombrino, Alvin Curran, secondo il seguente calendario:
15 giugno | Video | Jimmie Durham & Maria Thereza Alves, The Man Who Had a Beautiful House (1994); Casa a Mare, Dwelling Art (2015)
22 luglio – 2 agosto | Workshop | Prima materia con Anna Homler e Francesca Mariano
29 luglio | Talk | I tre filosofi dell’abitare a cura di Sergio Solombrino
7 Settembre | Live performance | Alvin Curran, Live in Spigolizzi